Google non risponderà più a domande senza senso

Google non risponderà più a domande senza senso

Edoardo Nardi
Digital Marketing

Vivere senza Google Search sarebbe ormai durissimo, vivere con un Google Search migliore, però, sarebbe meglio.

Per riuscire nell'intento Big G investe da anni in sistemi di intelligenza artificiale, così da fornire risultati sempre più in linea con le domande o comunque relative alle chiavi di ricerca utilizzate dagli utenti. Voler dare risposta a tutto, però, ha giocato brutti scherzi all'azienda di Mountain View, che d'ora in poi non replicherà a frasi assurde, ideate per portare all'errore il sistema o che finivano per far suggerire bizzarre fake news e teorie del complotto, in assenza di altri risultati.

Risposte più affidabili grazie a fonti più competenti

Il nuovo corso di Big G è stato annunciato sul blog aziendale di Pandu Nayak, vicepresidente di Google Search. Tra le novità più importanti c'è proprio il miglioramento dei featured snippet

Si tratta di informazioni estratte dai siti web che trattano il tema, andando a pescare "fonti che dimostrano competenza, autorevolezza e affidabilità". La priorità di Google sta nell'addestrare i suoi sistemi per identificare, appunto, chi offre i risultati migliori, premiando sia gli utenti, sia gli editori: per i primi ci sono risultati sicuri, per i secondi c'è traffico sui rispettivi siti.

Con il nuovo aggiornamento operato tramite il Multitask Unified Model (MUM), che è l'ultimo modello dii intelligenza artificiale per Google Search, d'ora in poi i sistemi saranno in grado di selezionare i risultati delle richieste tramite il consenso, riconoscendo quando più fonti di qualità sul web concordano su un tema o un fatto. E sono capaci di farlo anche se i siti utilizzano concetti o termini differenti per descrivere la stessa cosa. Attraverso test che privilegiassero questa visione, Google fa sapere di aver migliorato in maniera significativa la qualità dei featured snippet.‍

Seguendo lo stesso processo, i sistemi di Google possono comprendere quando i featured snippet non soddisfano una richiesta, come nel caso di domande prive di risposte. "Quando Snoopy ha ucciso Abraham Lincoln", è l'esempio scelto da Big G per spiegare che, pur in presenza di uno snippet che risponde alla domanda (che essendo unico non è certo una soluzione efficace per fornire il risultato), non ci saranno risposte a "false premesse". Google ha specificato che si tratta di casi non molto comuni, per i quali comunque ha studiato un rimedio ad hoc: zero risposte.

Con l'auspicio che tale scelta possa ridurre la volontà di certe richieste e le probabilità che a essere suggerite siano in maniera acritica, e cioè come se fossero vere, teorie del complotto e altre fake news su fatti su cui invece esiste un consenso sia storico che scientifico.‍Nell'immagine qui sotto, un utente vuole entrare in contatto con i fantomatici "illuminati". Google non fornirà più uno snippet con le risposte riassunte, ma allo stesso modo non oscurerà i risultati della ricerca, ma questi verranno dopo la seguente nota: "Sembra che non ci siano poi molti risultati di valore per questa ricerca". E ancora: "I risultati qui sotto corrispondono ai tuoi termini di ricerca, ma alcuni non sembrano avere informazioni rilevanti sull'argomento". Per concludere, un'informativa su come valutare la qualità di una fonte.

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